RECENSIONI: Chester Himes | Corri, uomo,corri


 
di Sam Stoner
Ciò che emerge dalla lettura di questo splendido romanzo è la minuziosa descrizione di ogni particolare: ambiente, personaggi, atmosfere. Descrizioni che non appesantiscono la lettura ma che anzi la rendono più intensa. Interessante anche il fluire dei pensieri dei personaggi, prede e cacciatori. Un alternarsi di pensieri che delizia. Nessuna azione è compiuta senza l’esauriente esposizione dei motivi alla base di ogni parola e gesto. Il lettore assiste,  senza chiedersi mai il perché. Tutto è spiegato. Eppure, non si riesce mai ad anticipare una battuta o un'azione. Il motivo è semplice, i personaggi sono così reali e profondi da gettare un cono d’ombra sulle loro prossime azioni, seguite poi passo passo da una penna che sembra una macchina da presa.  La loro caratterizzazione è tale che è come se Chimes li scolpisse sulle pagine.
Il ritmo è avvincente, a tal punto da costringermi a divorare tutte le pagine. Non sono riuscito ad abbandonare la lettura.
C’è Woolrich, con la figura di un uomo solo che deve lottare contro eventi avversi e a lui ignoti. Un uomo che non viene creduto, lasciato solo con il proprio incubo.
Harlem negli anni Cinquanta
C’è il razzismo. Forte oggi e presente a tutti i livelli negli anni Cinquanta.
Himes rappresenta la realtà senza forzature.
Interessante la figura delle donne. Chester non crede molto in loro. Pronte a tradire anche il loro amore per una scopata. Già avete letto bene, per una scopata, sesso. Tutto qui l’universo femminile di Himes che prima tratteggia donne coraggiose, forti, indipendenti per poi farle precipitare in un baratro dal quale non possono più riemergere, solo la figura materna si salva. La madre votata al sacrificio per i propri figli.
L’incipit è davvero travolgente. Chester ci regala pagine meravigliose. Pochi potrebbero fare di meglio se non i grandissimi scrittori del passato. Himes  riesce a tenere in sospeso la scena iniziale per un tempo che sembra pari al battito di un ciglio e che invece va avanti per ben 38 pagine.
Grandissimo scrittore . Il crime/noir è suo.


Trama
Testimone involontario di un duplice, brutale omicidio a sangue freddo, il giovane studente nero Jimmy Johnson – che lavora come inserviente notturno in una tavola calda di Harlem – diventa a sua volta bersaglio dell'implacabile assassino, un agente di polizia corrotto e ferocemente razzista che vive in uno stato di perenne ubriachezza. Teatro di questa convulsa caccia all'uomo è una Harlem surreale e iperrealista, una sorta di girone dantesco i cui abitanti si dividono tra cattivi e ancor più cattivi, oltre che una Manhattan mai così ostile e impenetrabile, pronta a respingere chiunque bussi alle sue porte in cerca d'aiuto.


Chester Himes
Figlio di due insegnanti, Joseph Sandy Himes e Estelle Bomar Himes, che in seguito divorziarono, fin da ragazzo dovette constatare la discriminazione razziale quando suo fratello, ferito in un incidente, fu respinto da un ospedale per soli bianchi. Dopo essere stato espulso da una università, nel 1928 fu condannato a una grave pena per rapina a mano armata e fu rinchiuso nel penitenziario dell'Ohio. Lì riuscì a farsi rispettare scrivendo racconti, che vennero pubblicati su riviste dopo il 1931. Nel 1936 fu rilasciato in prova in custodia della madre. Continuò a scrivere e venne in contatto con Langstone Hughes che lo aiutò a entrare nel mondo letterario. Nel 1936 sposò Jean Johnson.
 
 
 
 
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Corri, uomo, corri
Chester Himes
Meridiano Zero (collana Meridianonero)
Euro 8,90
p. 288
Anno 2009 (scritto originale 1957)
Traduzione L. Conti

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