"Me ne stavo lì, a terra. Con un fiotto di sangue che si riversava su quel freddo e desolato marciapiede. Stavo crepando. Lo sapevo e non potevo farci niente, se non aspettare la morte..."



(da “L’inferno” di Sam Stoner)



sabato 16 ottobre 2010

Psicologia e Arte - Fantasmi personali e fantasmi collettivi di D_orei


(Max Ernst, The eye of silence)


Fantasmi personali che si sommano ai fantasmi collettivi, come sembra suggerire anche l'opera di Max Ernst, la personalità più rilevante e visionaria del Surrealismo tedesco, che amplifica in uno spaventoso scenario d'Ombra, gli orrori dell'inconscio personale e gli oscuri presagi della devastazione bellica.

Impregnata di Morte e immobilismo, l'opera di Ernst recupera il carattere metamorfico delle immagini oniriche, che divengono creature, o meglio elementi da riconsegnare a una coscienza pietrificata e inerte.
...La vera arte è dove nessuno se lo aspetta, dove nessuno ci pensa né pronuncia il suo nome.
L’arte è soprattutto visione e la visione, molte volte, non ha nulla in comune con l’intelligenza né con la logica delle idee...

continua qui... http://it.netlog.com/groups/degli_artisti/forum/messageid=1021984