Tecla Dozio e il mistero degli scrittori fantasma di Sam Stoner


Sabato 16 ottobre. Ore 18.32.
Un cielo più grigio di una pallottola incagliata in una lastra di piombo si staglia dietro i palazzi che mi separano dalla libreria Rinascita e dall’attesa presentazione libresca che avrà come ospite d’eccezione proprio “Lei”. L’appuntamento era per le 18.00 ma i soliti impegni di lavoro mi hanno trattenuto oltre il dovuto. Nessuno saprà mai che questi impegni avevano le più belle tette mai viste dai miei occhi blu.
Spero di non arrivare in ritardo. Spero che “lei” se la sia tirata come tutte le bellocce ( eh sì, sembra che in Italia ci siano anche buone scrittrici bellocce) che sono passate in questa libreria per presentare i loro romanzi, arrivate “tutte” con almeno mezz’ora di ritardo. Primedonne…
Parcheggio e mi avvio a passo spedito. Mentre mi avvicino penso alla folla stipata nella libreria, sedie affastellate e sardine umane in piedi con Bukowski che dai suoi eterni libercoli allunga una mano per palpare il palpabile e Candace Bushnell che annota il telefono di prestanti scrittori in erba. Certo, se sarà questo lo scenario il problema non sarà restare in piedi, per “lei” si può anche restare impalati per un paio d’ore, piuttosto farmi raggiungere dalla sua voce. Il cielo non voglia che dopo le tette rimaste orfane delle mie mani non riesca neanche a sentirla.

La libreria compare all’orizzonte. Il marciapiede è sgombro, l’entrata pure. Mi puzza. Mi avvicino fino ad avere a tiro la vetrina dalla quale scorgo una composta platea. Lo sapevo, la presentazione è saltata e hanno tappato il buco con qualche poeta beat strafatto di Ginsberg tagliato male. Roba che neanche Remo Remotti in pieno sonno REM e con le adenoidi in massima attività potrebbe competere.
Non mi scoraggio. Decido ugualmente di varcare la soglia. Me lo devo.
Sorpresa! “Lei” è lì.
Lei èTecla Dozio. Parla con appassionato trasporto del panorama Giallo in Italia mentre le sue mani disegnano nell’aria diagrammi Connelliani , grafici “Fois” e proiezioni Deaveriane.
Non è sola, al suo fianco i suoi angeli custodi, la coppia “nera” della Capitale: Ale “AngoloNero” Buccheri e Enzo “Bodycold” Carcello. I Mickey & Mallory Knox ( Natural Born Killers, N.d.R.) delle presentazioni. Si scambiano battute come la più consumata coppia di comici mai apparsa sulla scena off-off-off Broadway. Qualche maliziosa mente potrebbe pensare che ci sia una liaison tra i due. Be’, sarebbe una mente folle. Come fidanzatini non resisterebbero un‘ora insieme. Il fatto è che lei è troppo tosta, e come tutte le donne toste metterebbe sotto qualsiasi uomo. Persino lui, “Bodycold”, a vederlo un fottuto gangsta East Coast e ad ascoltarlo un esperimento genetico concepito da Joe Lansdale e Tess Gerritsen.
Cerco una sedia libera ma non ce ne sono, resto in piedi, in ultima fila.

Tutto sommato in piedi è meglio, così posso vederla bene e stampare questo evento nella mia malridotta memoria. Potrò ricordare a me stesso che Tecla Dozio è stata davanti a me, lei e le sue chiappe noir IGP, al momento sprofondate sul divano di Corpi Freddi. Un divano che a dispetto di “Bodycold” e dell’obitoriale locandina (la più strepitosa e tosta locandina noir dell’anno) raggiunge in fretta temperature elevate. Responsabile di questo innalzamento termico solo lei, Tecla Dozio. Una macchina da guerra capace di sparare su chiunque: scrittori, editori, giurati di concorsi, organizzatori di premi, distributori, lettori di bozze. Ovunque ci sia mancanza di professionalità, improvvisazione, inciuci, smaneggi arriva lei e butta il suo forbito Napalm facendo tabula rasa. E non perché sia cattiva, ma solo perché ama la letteratura (con una passiocella giovanile per il Giallo che ancora si porta dietro). La ama visceralmente. E non accetta che nessuno la usi, la manipoli, la banalizzi.
Ma Tecla parla anche di scrittura, di editing, svela piccoli trucchi e mette in guardia dalle trappole che si insidiano nello scrivere un romanzo. Una lezione che oggi ben pochi sono disposti a regalare. Ognuno tiene per sé quello sa, e lo centellina come fosse il quarto segreto di Fatima (!?). Non lei. Ma lei è Tecla e per chi non lo sapesse nel suo letto accoglie un tipaccio, Mr G.T. Noir, che le dona sfolgoranti, sordide e lussuriose literary slam sessions più hard boiled della mascella di Mike Hammer. Speriamo che la notizia non arrivi alle orecchie del suo compagno ufficiale, il posato e un po' dandy, Mr Literature. 

Che lezione quella di sabato!
Ma si sapeva, del resto nel programma fatto girare tra le migliaia di utenti facebookiani e tra le centinaia di addetti ai lavori c’era proprio scritto il suo nome! E allora, dove sono tutti?
Una domanda questa che ha continuato a girarmi in testa neanche avessi tra le orecchie una vasca con dentro uno squalo affamato all’ora di cena.
Davanti a me, alla libreriaRinascita, molte chiome (e pelate) di appassionati del genere come Maurizio Testa (Chairman del Dizionario atipico del giallo) presente seppur influenzato, Paolo Cingolani (autore e regista cine televisivo) e il “Carol tel vip”. Ma gli addetti ai lavori? E… gli scrittori?
Ho pensato ci fosse una partita di calcio valida per accedere alla finale del torneo della parrocchia o che stessero trasmettendo la puntata chiave di Ciranda de Pedra o che Berlusconi stesse annunciando a reti uniFICAte (so che al berlusca questa parola piace molto) la decisione di spogliarsi dei suoi beni e indossare un saio per partecipare al Saio Party dell’anno ad Antigua.
Ma no, niente di tutto questo.
La verità è un’altra, è che Roma è una città piena di scrittori fantasma! Abitano nelle antiche galere di Castel Sant’Angelo, nelle catacombe, nei sotterranei del Vaticano. È lì che lavorano e sfornano i loro capolavori. Non hanno tempo di venire ad ascoltare Tecla Dozio. Cacchio, sono fantasmini impegnati. Che credete! Sono impegnati a tirarsela su internet (sono fantasmi al passo con i tempi!), impegnati a spalleggiarsi, impegnati a intervistarsi, impegnati a citarsi vicendevolmente, esaltandosi e glorificandosi. Si fanno i loro E-magazine, i loro blog…  
E il fatto che Lansdale o Deaver, se presenti a Roma, sarebbero passati in libreria, quanto meno per salutare la loro amica Tecla, non è rilevante, qui siamo a Roma, dicono i fantasmini: “ma chi so’ sti cosi stranieri, sti americani che je piace ‘sta Tecla. Noi semo scrittori fantasma impegnati.”
Non so se sia più indicato Er monnezza alias Tomas Milian per rispondergli nei dovuti gentili modi o Dan Aykroyd con il suo zaino protoico da Ghostbuster.
Mia nonna, nella sua spontanea schiettezza, avrebbe chiesto: Ma in tutto questo, mio piccolo Sam, la ciccia dov’è?
Cara nonna, la ciccia, ossia la Scrittura, non serve. Viene per ultima, se viene. E ormai, qui a Roma, non vede un orgasmo da decenni, altro che venire.
I cadaveri non sono quelli narrati nei romanzi, no, sono quelli degli pseudo-scrittori e delle pseudo-scrittrici della Capitale.
Imbalsamatori e becchini ringraziano.
Il Giallo e la Narrativa invece no, sono molto contrariati, per non dire incazzati.



Voglio ringraziare gli appassionati del genere e ad alcuni addetti ai lavori come Angolo Nero e BodyCold più un pugno di gentaglia di cui diffidare, unica vera linfa vitale e pulsante di questo meraviglioso mondo giallo capitolino dall’anima noir.
E un grazie speciale a Tecla Dozio, carismatica voce delle letteratura italiana.

Copyright 2010 © by Sam Stoner

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