NEW YORK - Itinerari di viaggio di Sam Stoner



















New York.
La città più rappresentata al cinema.
La più amata e la più odiata. Simbolo del consumismo e del sogno americano.
Almeno una volta nella vita, tutti abbiamo manifestato il desiderio di visitarla. Per capire, per stupirci, per vedere dove nasce ogni fenomeno sociale, modaiolo, musicale, politico, artistico.
La New York della quale vi parlerò è quella nascosta, fuori dalle guide ufficiali, ma anche quella più vicina al cuore della Grande Mela. Una New York complice, ruffiana, ammiccante, una donna che sa di essere bella e che non ha bisogno di ostentare la sua bellezza. Bellezza che poche settimana fa, si è arricchita di un prezioso cameo:
Eataly, oltre 6.000 metri quadrati dedicati all’eccellenza enogastronomica italiana sul tetto del Toy Building, un palazzo fine Ottocento di fronte all’iconico grattacielo Flatiron, nel cuore di Manhattan, all’angolo tra Quinta a 23esima. Qui gli americani possono finalmente mangiare i veri spaghetti al pomodoro, fatti con i pelati San Marzano, pochissimo aglio e zero cipolla. Un piatto di pasta costerà sui 12 dollari, un'orata alla griglia 18, una caprese – con la mozzarella fatta "dal vivo", sotto il naso degli avventori – a partire da 9 dollari. La pasticceria è un viaggio nei dolci regionali, descritti nella cartina italiana sulla parete: si va dai sospiri pugliesi ai cannoli siciliani, dal tiramisù piemontese alla pastiera campana. «Non vogliamo che si venga qui per mangiare e basta», spiega lo chef Batali, «ma che si venga, si assaggi e poi si faccia la spesa». Gli scaffali, infatti, sono pieni dei prodotti italiani di qualità (la pasta di Gragnano, le pastiglie Leone, il cioccolato Venchi e Novi, le marmellate, i biscotti, l'olio extravergine, i vini ecc.), con il pane cotto in giornata.
In caso di spesa, vi consiglio di munirvi di un folding shopping cart, un orribile, fuori moda e utilissimo carrello pieghevole (costo 25 dollari). A New York si usa poco l’auto e, a parte lo Store di Eataly, nei supermercati le confezioni sono giganti. Tanto per fare un esempio, l’acqua si vende in contenitori da 1 gallone e cioè da 5 litri. Senza lo shopping cart mettete a rischio la schiena, per non parlare del vostro look, sciolto sotto al sudore.
Per chi, come me, fosse un amante del Brownie (non me ne vorrà l’amato Tiramisù), c’è una tappa obbligata: il Chelsea Market, il grande mercato di lusso dove si trova la Fat Witch Bakery, che vende solo Brownies. Il brownie normale costa $2.85, ma c’è un trucco per risparmiare, basta chiedere di avere il vostro Brownie, “unwrapped” ossia non confezionato. Sempre che lo divoriate appena usciti dal negozio. In questo modo potete comprare il brownie normale a solo $1.50. Oppure potete darci dentro con gli assaggini gratuiti che sono vicino alla cassa. Non siamo in Italia, nessuno vi riprenderà perché ne avete ingurgitati 6 o più. Fidatevi.
Gli amanti del musical non potranno perdere l’evento della stagione “Spider-Man, Turn Off The Dark” in scena a Broadway, al Foxwoods Theatre, da metà novembre. Testo e musiche di Bono e The Edge degli U2. Affrettatevi a comprare i biglietti, si preannuncia il tutto esaurito.
Mentre chi predilige i classici non potrà mancare l’appuntamento al Broadhurst Theatre con il dramma shakespeariano Il mercante di Venezia che avrà come protagonista il leggendario e ancora affascinante, udite-udite, Al Pacino. L'attore interpreterà solo 78 performance dal 19 ottobre al 9 gennaio 2011. Da pochi giorni il teatro ha iniziato la prevendita dei biglietti al prezzo di 149 euro.
Per chi desiderasse passare una sera romantica o con amici con musica dal vivo, tappa obbligatoria è il Bar-Ristorante di Jason Stevens (l’uomo che ha rifiutato il posto da vice presidente della Merryl Lynch per dedicarsi al settore della ristorazione) situato al 147 Front Street. Time Out New York, lo ha definito il santuario dell'arte del mangiare e bere, arricchito da un vero cameo, il reRun Theatre. Si tratta di una sala cinematografica dove le classiche poltroncine sono sostituite con 60 sedili posteriori recuperati da mini van abbandonati. Una sorta di drive-in, ma senza auto, all'interno di un locale che ricorda l'esterno di un edificio, con mattoni e graffiti. Qui si può assistere a film di culto e indipendenti che non troverebbero spazio in altri teatri newyorkesi.
Se non potete fare a meno di acquistare t-shirt il vostro “paradiso” si trova al quartiere NoLita, al 227 di Mulberry Street, dove da poco ha aperto "Scout Vintage T-shirts", un negozio interamente dedicato alle t-shirt vintage. Ce ne sono a migliaia, tutte divise per colore, da quelle sportive a quelle souvenir fino a quelle rarissime dei concerti degli anni '70. Memorie d'altri tempi, per collezionisti e curiosi.
Non poteva mancare l’arte, in questo caso la fotografia con il maestro Lee Friedlander, al Whitney Museum (www.whitney.org) con la mostra “America By Car”, che attraverso i suoi scatti ci guida, come ha scritto Karen Rosemberg sul New York Times, attraverso le ossessioni e le eccentricità degli Stati Uniti all'inizio del ventunesimo secolo utilizzando gli specchietti laterali, lo specchio retrovisore, il parabrezza e i finestrini come cornici entro le quali immortalare i riflessi di bar lungo la strada: motel, chiese, monumenti, ponti sospesi, essenziali paesaggi americani, e spesso, anche la sua stessa immagine. La mostra chiuderà il 28 novembre 2010.

Pubblicato sul periodico Eur la città nella città n° 4 -2010

© 2010 by Sam Stoner

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