THE HOLE allo Stabile del Giallo

Se volete crepare di paura andate a vedere The Hole allo stabile del giallo.

C’è solo un termine èper definirlo: claustrofobico.

Viene voglia di alzarsi e scappare fuori la sala alla ricerca del cielo. Sapere di essere liberi e non imprigionati insieme ai cadaveri
Merito della regia (Gigi Palla che ha curato anche l’adattamento), della scenografia, delle musiche, degli attori.
Adattamento magistrale. Inimmaginabile. Un Gigi Palla ispiratissimo.
I ragazzi sul palco sono la perfetta rappresentazione dell’odierna generazione. Una massa di perdenti sfigati che non combineranno un cazzo nella vita, ma che alla fine ce la faranno ugualmente grazie ai soldi dei genitori.

Da qui si intuisce la genesi del romanzo di Guy Burt.
Credo che Guy a scuola fosse uno sotto botta. Incazzato con i belli e bulli della scuola che lo mettevano sotto e lo tenevano ai margini della vita sociale.Così si mise a scrivere non un romanzo ma un modo per farli fuori. La scrittura è catartica. Per nostra fortuna Guy decise di esplorare l’omicidio dei suoi compagni solo sulla carta regalandoci un gran bel romanzo, non tradotto in Italia grazie alla lungimiranza di questi quattro coglioni di editori.
Bisogna anche dire, che se Guy avesse ammazzato degli studenti come quelli da lui descritti non avrebbe fatto un gran danno. Anche se sarebbe preferibile sacrificare i genitori piuttosto che la prole inconsapevole.
Ad ogni modo, The Hole vale tutto il prezzo del biglietto.
Se volete sapere cosa è il teatro horror, che vi fa stringere le chiappe, andate a vedere The Hole.
Alla fine c’è la consolatoria pasta e lenticchie, davvero di gran pregio, accompagnata con del buon viso rosso. Una carezza ben accetta.

In scena fino al 23 ottobre al Teatro Stabile del Giallo di via al Sesto Miglio, 78
Tel. 06 33 26 27 99

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