"Me ne stavo lì, a terra. Con un fiotto di sangue che si riversava su quel freddo e desolato marciapiede. Stavo crepando. Lo sapevo e non potevo farci niente, se non aspettare la morte..."



(da “L’inferno” di Sam Stoner)



venerdì 3 agosto 2012

RECENSIONI: John Fante | Chiedi alla polvere


"Una sera me ne stavo a sedere sul letto della mia stanza d'albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una decisione nei confronti dell'albergo. O pagavo o me ne andavo: così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione. Lo risolsi spegnendo la luce a andandomene a letto."



Non scriverò di Chiedi alla polvere.
Perché nessuno deve convincersi di leggere FANTE.
Io ho impiegato anni per leggerlo.
Sapete il perché?
È stato a causa di quegli sciatti e volgari scribacchini che imbrattano la quarta di copertina delle sue opere.
Parole dannose, le loro.
John Fante
Parole buone solo per teste stanche e vuote, non per me, per la mia fulgida intelligenza e per la mia sensibilità delicata. La loro prosa arida e vuota è incapace di cogliere l’essenza della scrittura di Fante.
Anzi, è incapace di cogliere l’essenza di qualsiasi scrittura.
Come posso arrogarmi il diritto di dirvi come scrive Fante o cosa scrive? Che senso avrebbe? Il solo consiglio che posso darvi è di andare in una libreria, prendere un romanzo di Fante, aprire a caso su una pagina e leggere. Forse vi piacerà, forse lo troverete supponente pazzo e violento. Forse lo troverete inutile. Forse vi sconvolgerà. Solo così potrete capire.
Riguardo me, posso dirvi che mi ha conquistato. È passione, è amore, è delicatezza, è fulgore, è poesia. È una scrittura che nessuno potrà mai possedere ma solo desiderare.
Si potrà amare, segretamente, nel silenzio delle polverose scale di Bunker Hill.




8 aprile 1909 - John Fante nasce a Denver, Colorado da una famiglia di immigrati italiani

1932 - si trasferisce a Los Angeles Viene pubblicato un suo racconto su The American Mercury.
1937 - John sposa Joyce Smart, da cui avrà quattro figli.
1938 - Wait until spring, Bandini
1939 - Ask the Dust
1940 - Dago Red, una raccolta di racconti.
1952 - Full of Life
1956 – La Columbia Pictures acquista i diritti per fare un film da Full of Life. Fante può lavorare (per la prima e unica volta) a una sceneggiatura tratta da un suo libro. Il film avrà la regia di Richard Quine. I protagonisti saranno Judy Holliday (premio Oscar 1950), Richard Conte e per la prima volta sullo schermo Salvatore Boccaloni, stella del Metropolitan Opera. La sceneggiatura ottenne la candidatura come miglior commedia dalla Writers Guild of America.
1957 - E' in Italia e lavora come sceneggiatore insieme a Richard Quine per la sceneggiatura di un film, The Roses, il cui ruolo protagonista la Columbia vuole affidare a Jack Lemmon. Risiede a Napoli (nel lussuoso Hotel Vesuvio) per sette settimane. Ma il film non vedrà mai la luce.
1960 – Accetta, dopo tanta insistenza da parte del produttore italiano, un contratto con Dino De Laurentiis. Rimane oltre due mesi nella Roma della Dolce vita e delle Olimpiadi. La sceneggiatura diventa un film dal titolo (italiano) Il re di Poggioreale. La regia è dell’abruzzese Duilio Coletti. Il protagonista è Ernest Borgnine.
1977 – The Brotherhood of Grape, l’ultimo romanzo scritto da Fante
1979 – Dreams from Bunker Hill, il suo ultimo libro  che uscirà solo nel gennaio 1982.