"Me ne stavo lì, a terra. Con un fiotto di sangue che si riversava su quel freddo e desolato marciapiede. Stavo crepando. Lo sapevo e non potevo farci niente, se non aspettare la morte..."



(da “L’inferno” di Sam Stoner)



venerdì 28 agosto 2015

Un piccolo Sam Stoner






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Lo so cosa penserete: "Sam, hai rotto il cazzo!" Lo penserei anche io se leggessi due post simili uno dopo l'altro e anche a distanza di più di un mese. Possibile che non ho altro da dire? Dove cazzo ho vissuto in una camera iperbarica? Può essere, perché la mia vita sembra scandita dalla scrittura, dal numero di pagine riempite ogni giorno, dalle idee che arrivano e che elaboro, dalle pagine che leggo e che mi emozionano. Be' la mia emozione da luglio è stata toccare il mio romanzo. Neppure una mano in mezzo alla gambe di una strafica sarebbe capace di avvicinarsi a quello che provo accarezzando la copertina, sfogliando le pagine, leggendo parole e frasi stampate di Elvis. 
Ed ecco che ricomincia a tremare la terra sotto il mio scrittorio, il rombo dice"riuscirò ancora a emulare una scrittura così chiara, forte, saettante, umoristica, cattiva, violenta?
Forse sì, E tremando vado avanti, sia quel sia.
E ora, levatevi dai piedi!