Il Cigno Nero

La pellicola si propone come candidata a peggior film dell’anno. Portman magistrale. Trama inesistente.

di Sam Stoner


La storia: Nina è una ballerina del New York City Ballet che sogna il ruolo della vita. Incalzata da una madre frustrata, si sottopone a un allenamento estenuante sotto lo sguardo esigente del coreografo Thomas Leroy, deciso a farne una fulgida stella, Leroy le assegna la parte della protagonista nella sua versione rinnovata del “Lago dei cigni”. Sul palcoscenico Nina sarà Odette, principessa trasformata in cigno dal sortilegio del mago Rothbard. La ricerca ossessiva del suo lato oscuro (il cigno nero) e della consapevolezza della propria sessualità la condurranno verso l'autodistruzione.

Recensione. Nella sala, il grande Noiosaurus aleggia imperioso. Sfiora le teste degli spettatori, regalando loro, a ogni discesa, un lieve stordimento che fa loro abbassare le palpebre e ondeggiare il capo. Altre volte, invece, dona irritazione di fronte a quello scempio di pellicola che l’incomprensibile, o meglio comprensibile solo a se stesso, Darren Aronofsky ha voluto regalare al mondo.  La trama sembra essere scappata in qualche isola tropicale. L’intreccio si dice che sia stato corrotto dall’uomo invisibile. Allo scorrere dei titoli di coda nessuno si muove, come solitamente avviene. Tutti restano al proprio posto, chiedendosi che razza di film sia quello per il quale hanno speso due ore del proprio tempo e il prezzo del biglietto. E come se ci fosse un inconscio rifiuto ad ammettere di essere stati fregati. Perché di questo si tratta, di una truffa. Trailer notevole, protagonisti di tutto rispetto, regista premiato e titolo evocativo di atmosfere hitchcockiane purtroppo perdute nella cinematografia del ventunesimo secolo. E, guardando questo insieme di immagini ( mi rifiuto di chiamarlo film e sarebbe un’offesa definirlo documentario) si capisce quanto sia lontano dal giallo. A dirla tutta, non solo dal giallo ma anche dal thriller, dal dramma, dall'horror e da ogni genere conosciuto.

La sola nota positiva è l’interpretazione della Portman. Davvero notevole. Vale da sola il prezzo del biglietto. A dire la verità si ha il sospetto che il film sia stato costruito attorno a lei, o meglio, attorno alle sue doti interpretative per confezionare una sorta di megaspot di recitazione destinato al mondo. E visto sotto questo aspetto il tutto funzionerebbe alla grande. Il titolo dovrebbe essere: Natalie Portman: la nuova Star di Hollywood. Ad uso e consumo dei suoi fan.

Curiosità: La Portman nuda e in mutandine mentre si masturba nel letto sono due chicche da vedere.

Voto al film: 0

Interpreti: Portman da Oscar

Regia: vedi sceneggiatura

Sceneggiatura: c’è una taglia su Darren Aronofsky, Mark Heyman e John McLaughlin. Se li vedete sparategli e incassati i dollari che ci sono sulle loro teste.





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