Santacroce, facci eccitare! Per 2.000 cocuzze è il minimo....


Isabella Santacroce
Foto Rosangela Betti



di Sam Stoner

Ancheggiamenti sculettamenti sficheggiamenti. Ah! Che spettacoli erettizzanti le presentazioni della santacroce! Meglio che un giro in un club di lap dancers di Bangkok.
Leggendo dell'asta della autobiografia di Isabella Santacroce mi è venuta voglia di raggirare i miei cialtroni di lettori e poi fregarli.
Che soddisfazione sarebbe!
Al solo pensiero mi sento un po’ puttana. Mi si bagna il perizoma che mi ha regalato la mia amante. Spero non me ne vorrà, avrei dovuto riservarlo per i nostri giochetti, ma il solo pensiero della Santacroce mi ha sopraffatto. Avrei voluto scattarmi una foto e metterla sul mio blog!

Non solo.
Il pensiero della Santacroce ha fatto nascere in me anche dell’altro, ad esempio la tentazione di mollare il “pacco” ai miei lettori, anzi, direi fan. Sì, quella manica di spostati pronti a spendere 15 euro per leggermi. Col cazzo che io lo farei. Stephen King aspetto che arrivi nella biblioteca comunale (per poi acquistarlo in paperback dopo qualche mese). Ma non tutti sono avidi pidocchiosi tirchi come Sam.

Ma cerchiamo di elevare questo scritto e non solo il contenuto del mio perizoma.
Vedete, sono convinto che la letteratura e comunque ogni opera d’arte debba avere come fine quello di intrattenere e nel migliore dei casi far riflettere intrattenendo. Ma quanto si può spendere per questo? Se il prezzo di un’opera è proporzionato alla sua importanza, quanto dovrebbero costare opere come Amleto o Edipo Re? E quanto dovrebbe valere la visione di un film di Luchino Visconti o De Sica? Oppure ammirare uno Chagall?
 Il mondo dei galleristi ha capito il gioco con largo anticipo, ora arriva nella letteratura, ma c’è una differenza: a costare non sono le “croste” di un certo Picasso ma le opere di ragazzine la cui pennellessa è ancora sporca del primo mestruo. Eppure sono giocatrici scaltre. Farebbero le scarpe ad Aphrodite. Solo che non si rivolgono agli uomini ma ai lettori, in questo caso meri acquirenti… ma nel caso della santacroce possono anche chiamarsi “clienti”.

Isabella Santacroce

E così, la santacroce, quella che alle feste porta gli asini… i ciucci per intenderci; che delizia gli adolescenti (e non) con il suo fondoschiena, sul quale io, tra l'altro, ho lasciato fiumi di caldi, grondanti umori; che si è fatta le ossa scrivendo di ninfette infoiate che cavano gli occhi ai cani con i temperini, finalmente capisce che è arrivato il momento di buttare tutto l’armamentario sadomaso e smetterla di smazzarsi chiedendo sul suo blog chi desidera essere chiuso con lei, armata di frusta, in una stanza (lo so, è proprio dura la professione di scrittrice!).
Ma perché ora può liberarsi di questo fardello?
Semplice, perché finalmente potrà ingrassare il suo conto bancario mettendo all’asta la sua biografia autoprodotta.
Costo: al rilancio.
La prima copia venduta a 2.200 euro per 10 copie.
Vendute a chi? Ai ciucci di cui sopra. Del resto ognuno ai propri clienti…
(Spero solo che non abbiate intaccato i vostri risparmi o rinunciato alle vacanze per acquistare questa stronzata)
Naturalmente non c’è solo l’autobiografia ma anche dei regalini:

- Bara in legno e metallo dorato, con incisioni a fuoco;
- Fascia con la stella di David in raso e similpelle di colore viola liturgico;
- Foglio pergamena con dedica personalizzata (quindi col nome del vincitore) scritta dall’autrice;
- Scatola-contenitore ricoperta da immagini dell’ottocento care a Isabella.

Che Peccato, ho pensato. Se nel pacco ci fossero stati i suoi slip non lavati avrei offerto anche 2.000 euro per averli! Chissà che la Herta Muller non decida di smollare ai suoi fan 10 copie delle sue memorie erotiche unitamente al suo reggiseno, o che Camilleri venda 10 copie di I segreti di Montalbano insieme al calco della sua dentiera autografata
E quindi, scrittori, voi che pensate di realizzare opere d’arte, siete sorpassati.
Che Roth la smetta di scrivere capolavori per pigliarsi il Nobel, e inizi invece a mettere all’asta il calco del dito che intinge nell’umida cavità pubica della sua assistente per il modico presso di 50.000 mila euro come base. E si goda la vecchiaia alla faccia di quei coglioni che una volta si chiamavano lettori.
A presto, miei cari.
Sam


© 2011 by Sam Stoner

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