"Me ne stavo lì, a terra. Con un fiotto di sangue che si riversava su quel freddo e desolato marciapiede. Stavo crepando. Lo sapevo e non potevo farci niente, se non aspettare la morte..."



(da “L’inferno” di Sam Stoner)



domenica 7 dicembre 2014

"Io ti proteggerò" pubblicato nell'antologia "Scrivendo racconto".

Il mio racconto “Io ti proteggerò” nell’antologia “Scrivendo Racconto. Roma” di Historica Edizioni presentata sabato 6 dicembre al BPlace di Roma a pochi passi dalla Fiera della piccola e media editoria.
Presenti tutti gli autori e le autrici, alcune oscenamente belle. Cosa che nella folla ha disgregato la convinzione che le donne particolarmente avvenenti nulla abbiano a che spartite con la cultura. Da questo pomeriggio le autrici di Historica, oltre che ragguardevoli scrittrici, sono anche ferocemente sexy.
Oltre a “Scrivendo Racconto” sono state presentate altre prestigiose pubblicazioni come “I segreti della Roma criminale” di Enrico Gregori Paola Vuolo e  “Storiacce romane” di Igor Artibani, Laura Costantini e Loredana Falcone, Marco Proietti Mancini.
Il mio racconto “Io ti proteggerò” (Sam Stoner, Historica Edizioni) gioca sul doppio, sulle ombre della mente che a volte prendono il sopravvento creando un “altro io” più forte, in grado di fronteggiare eventi in apparenza insostenibili con la sola ragione. Il mio personaggio proietta fuori di sé le sue paure più nascoste e il suo bisogno di protezione. Del resto si cerca sempre qualcosa a cui aggrapparsi, che si chiami denaro, carriera, amore o Dio. Il che spiegherebbe il mutamento repentino di personalità di alcuni partner, di cui ognuno di noi ha, ahimé, memoria.

Incipit del racconto "Io ti proteggerò"
Mi avrebbe sempre protetto. Non avrebbe permesso a nessuno di farmi del male.
Lui era il Barone Rosso, anche se in realtà era completamente nero. Di rosso aveva il casco e i guanti e alcune rifiniture dell’armatura.
Me lo aveva regalato mio padre il giorno del mio nono compleanno. Il giorno prima della sua morte.
Fu travolto con l’auto dal fiume in piena. Il suo cadavere non fu mai trovato. Era una mattina di pioggia. Una delle tante di quell’inverno. Lavorava come geometra in un cantiere e come ogni mattina andò al lavoro. Stava attraversando il vecchio ponte quando accadde. Questo mi disse mia madre. Non fu il solo a morire quel giorno. L’acqua travolse molte abitazioni, per nostra fortuna abitavamo nella parte alta, lontano dall’argine del fiume.
Le ultime parole che ricordo di mio padre furono: “Lui ti proteggerà…