"Me ne stavo lì, a terra. Con un fiotto di sangue che si riversava su quel freddo e desolato marciapiede. Stavo crepando. Lo sapevo e non potevo farci niente, se non aspettare la morte..."


(da “L’inferno” di Sam Stoner)


domenica 11 giugno 2017

L’importante è lasciare le ossa al cane…


L'altro giorno mi sono imbattuto per caso in una lettura interessante, pagine di una scrittrice italiana che non conoscevo, Viola Di Grado
E non fate battute, c’è chi scopre Dio solo il momento di crepare, potrò permettermi qualche svista ogni tanto. 

Ho trovato la sua scrittura brillante, ricca, pungente, di assoluto talento, lo stile mi ha ricordato alcune pagine di De Lillo e Tom Robbins. Insomma, una fuoriclasse.

Indagando ho scoperto che ha vinto numerosi premi, anche internazionali, finalista del PEN Literary Award
tanto per capirci, la cosa mi ha confortato, il mio intuito funziona bene. Poi, per curiosità, ho cercato le sue interviste e qui la grande sorpresa.

Le risposte alle domande dei giornalisti erano sciocche, immature, ingenuamente ribelli, goffamente provocatorie. Non c'era più nulla della scrittura matura e profonda che avevo trovato nelle pagine dei suoi romanzi.
Nelle interviste la scrittrice dimostra un’età ben al di sotto di quella reale, oggi ha 29 anni. 

Sembra la tipica adolescente insofferente che si tinge le labbra e le unghie di nero, che dice di aver capito tutto della vita che ancora deve assaporare,

I suoi gusti in materia letteraria sono confusi e sfocati.

"Qual è il libro che ha fatto nascere la tua passione per la scrittura? Non c’è."

Piena di sé, come è giusto che sia un’adolescente, ma lei adolescente non lo è più da qualche lustro...

"A cinque anni ho scritto il mio primo romanzo."

Durante la lettura delle sue risposte mi sono chiesto dove fosse finita la Scrittrice, possibile che la Luce Divina del Genio la illuminasse solo nella stesura dei romanzi e poi l’abbandonasse per il resto del tempo?


Un quesito interessante anche se fine a se stesso. La risposta non c’è, e non ci sarà mai. Per fortuna possiamo decidere cosa prendere di questa talentuosa e imberbe creatura, ossia i romanzi, preziosi testi capaci di incantare l’intelletto, il resto lo lasciamo ai pazienti genitori e al povero fidanzatino di turno, ai rassegnati editor e al compassionevole - e fortunato - editore.



È piacevole spolpare il meglio di uno scrittore l’importante è lasciare le ossa al cane…



1 commento:

Anonimo ha detto...

Ti sei chiesto se l'intervistata non sia la vera scrittrice ma una che le presta il volto e (molto malamente) la voce?