"Me ne stavo lì, a terra. Con un fiotto di sangue che si riversava su quel freddo e desolato marciapiede. Stavo crepando. Lo sapevo e non potevo farci niente, se non aspettare la morte..."



(da “L’inferno” di Sam Stoner)



venerdì 18 aprile 2014

James Ellroy - Ricatto

 
James Ellroy.

Per chi non lo conoscesse è il più grande scrittore noir al mondo. Per alcuni un buffone.
Il suo stile è  "hard boiled”. Ha tra i suoi principali esponenti i grandi scrittori americani della prima metà del Novecento quali, per citarne alcuni, James M. Cain, Mickey Spillane, Dashiel Hammett.
Stile asciutto, secco, violento nel ritmo, si potrebbe accostare a un ritmo jazz sincopato.

Ellroy lo ha arricchito, mutuando termini, allitterazioni, neologismi da una rivista scandalistica americana degli anni Cinquanta “Confidential”; ha poi coniato lui stesso nuovi termini, caratterizzando fortemente le sue opere.
Quest’ultimo romanzo breve “Ricatto” è dedicato proprio a Confidential e in particolare a Fred Otash, detective privato, che si può considerare l’anima della  rivista scandalistica. Fu proprio Otash che disseminò Hollywood di cimici e telecamere nascoste, che fornì a Confidential intercettazioni telefoniche, pedinamenti, registrazioni magnetiche.
Ellroy è coprotagonista del romanzo insieme a Fred Otash. Quest’ultimo si trova nella “Cella 2607, Istituto di Pena, Braccio degli sconsiderati Scassafamiglie, Purgatorio dei Perversi”. Dal Purgatorio nel quale si trova, con il corpo che aveva negli anni Cinquanta, viene messo in contatto telepatico con James Ellroy:

Questo Ellroy è una testa di cazzo… L’ho conosciuto nei miei ultimi mesi di vita.  Si è appropriato della mia immagine per un personaggio di un suo romanzo super pubblicizzato L.A. Confidential. Libro e film sono una cagata orrenda.”

Otash potrà raggiungere il Paradiso solo se confesserà ogni suo peccato. Il  suo solo lasciapassare sarà l’espiazione. E così prende il via il gran circo dei ricordi, delle scopate, delle droghe, delle carriere distrutte, dei brutali pestaggi. Fred era temuto e rispettato. Un pessimo elemento che si nutrì dei vizi delle star, vizi terribili per l’america puritana di quei tempi. Il ricatto divenne la sua unica fede. Come scrivere oggi che il pargolo degli Agnelli se la fa con una transessuale e sniffa cocaina. Pubblicarlo sarebbe un reato? Un’azione moralmente deprecabile? No, solo verità. Confidential non chiedeva denaro per non pubblicare le notizie, il suo credo era divulgarle. E Fred le scovava, con ogni mezzo.

Avevo a busta paga un esercito di irridenti informatori e di sarcastici spioni. … Pagavo degli avvoltoi della Buoncostume in cambio di informazioni su froci fresconi, tossici tossicchianti e alcolisti alchimisti nelle grinfie del Delirium Tremens. Costruivo grossi fascicoli sui segreti delle celebrità e ammassavo nel mio animo autentiche atrocità.”

Questo romanzo breve è puro hard boiled, scorretto e cattivo.
Nessuno viene risparmiato. Nessuna star era candida come le case di produzione volevano far credere. Ava Gardner “Era una nefasta ninfomane con una predilezione per il salame nero.” “John Wayne? Praticamente un travestito. Walt Disney? Un pedofilo. Burt Lancaster? Sadico. Alfred Hitchcock? Guardone.” 
Sarcastico, irriverente, umoristico. Un grande James Ellroy.


 
James Ellroy
Ricatto
Einaudi Stile Libero BIG
Traduzione Alfredo Colitto
Pag. 80
Euro 10,00